Vai al contenuto

Attività Accessorie all’Attività Lavorativa: Cosa Sono, Esempi e Come Vengono Retribuite

Le attività accessorie all’attività lavorativa sono tutte quelle attività che, pur non rientrando direttamente nelle mansioni principali del lavoratore, sono strettamente connesse e funzionali allo svolgimento del lavoro. In altre parole, si tratta di attività collaterali che supportano e completano la prestazione lavorativa principale.

L’importanza di queste attività è spesso sottovalutata, ma in molti casi possono incidere sull’orario di lavoro, sulla retribuzione e sulla sicurezza sul lavoro.


Cosa Sono le Attività Accessorie all’Attività Lavorativa?

Le attività accessorie (o attività strumentali) sono tutte quelle operazioni che il lavoratore svolge prima, durante o dopo l’attività lavorativa principale, ma che sono comunque funzionali allo svolgimento del lavoro stesso.

Caratteristiche delle Attività Accessorie:

  • Non fanno parte delle mansioni principali del lavoratore, ma sono strettamente connesse al ruolo ricoperto.
  • Sono necessarie o obbligatorie per garantire il corretto svolgimento dell’attività lavorativa principale.
  • Sono svolte per volontà del datore di lavoro, che può stabilirne la frequenza, le modalità e la durata.
  • Devono essere retribuite se previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) o se richieste espressamente dal datore di lavoro.


Esempi di Attività Accessorie

Ecco alcuni esempi di attività accessorie all’attività lavorativa:

1. Tempo di Viaggio per Raggiungere il Luogo di Lavoro

  • Quando è retribuito: Se il lavoratore deve recarsi in sedi di lavoro diverse dalla sede abituale (es. trasferte, cantieri, sedi clienti) per espressa volontà del datore di lavoro.
  • Quando non è retribuito: Se il viaggio riguarda il tragitto casa-lavoro verso la sede abituale.

2. Indossare la Divisa o gli Indumenti di Lavoro

  • Quando è retribuito: Se l’indossamento della divisa è obbligatorio e deve avvenire in azienda (es. personale sanitario, operai di fabbrica, addetti alla sicurezza).
  • Quando non è retribuito: Se la divisa può essere indossata a casa e il lavoratore arriva già vestito sul luogo di lavoro.

3. Pause Lavorative

  • Pause giornaliere superiori a 10 minuti: Se le pause sono superiori a 10 minuti e sono obbligatorie per legge o per contratto collettivo, devono essere retribuite.
  • Pause obbligatorie per sicurezza: Ad esempio, le pause per i videoterminalisti (operatori che lavorano al computer per più di 4 ore al giorno) devono essere retribuite.

4. Attività di Formazione o Aggiornamento Professionale

  • Quando è retribuita: Se la formazione o l’aggiornamento professionale è obbligatorio per legge o per disposizione aziendale (es. corsi di sicurezza sul lavoro, formazione tecnica su macchinari).
  • Quando non è retribuita: Se la formazione è facoltativa o volontaria da parte del lavoratore.

5. Attività di Coordinamento o Briefing Aziendale

  • Riunioni organizzative o briefing aziendali, se richiesti dal datore di lavoro e svolti fuori dall’orario di lavoro abituale.


Retribuzione delle Attività Accessorie

Le attività accessorie devono essere retribuite solo se:

  • Sono svolte per espressa volontà del datore di lavoro.
  • Sono previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicato dall’azienda.
  • Sono necessarie e funzionali per lo svolgimento delle mansioni principali del lavoratore.

Modalità di Retribuzione

  • Retribuzione oraria: In base al tempo effettivo impiegato per lo svolgimento dell’attività accessoria (es. tempo di viaggio o indossamento divisa).
  • Indennità forfettaria: Un compenso aggiuntivo stabilito dal CCNL o da accordi aziendali, indipendentemente dal tempo impiegato.
  • Maggiorazioni per straordinario: Se l’attività accessoria viene svolta fuori dall’orario di lavoro ordinario, può essere retribuita con una maggiorazione per lavoro straordinario.


Riferimenti Normativi e CCNL

La retribuzione delle attività accessorie dipende da:

  • Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato dall’azienda. Alcuni contratti collettivi prevedono indennità specifiche o maggiorazioni orarie per attività accessorie come:

    • Indossamento divisa (es. CCNL Metalmeccanici)
    • Tempo di viaggio per trasferte (es. CCNL Commercio e Terziario)
    • Formazione obbligatoria (es. CCNL Edilizia e Sicurezza sul Lavoro)

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione: In alcuni casi, la Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto alla retribuzione per attività accessorie obbligatorie e funzionali alle mansioni principali.


Sicurezza sul Lavoro e Attività Accessorie

Anche le attività accessorie sono soggette alle norme sulla sicurezza sul lavoro previste dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza Lavoro).

  • Obblighi del datore di lavoro: Garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori anche durante le attività accessorie, fornendo:

    • DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) adeguati (es. indumenti di lavoro protettivi).
    • Formazione e informazione sui rischi specifici delle attività accessorie.

  • Responsabilità del datore di lavoro: In caso di infortuni o malattie professionali durante lo svolgimento di attività accessorie, il datore di lavoro può essere responsabile se non ha adottato adeguate misure di prevenzione.


Conclusioni

Le attività accessorie all’attività lavorativa svolgono un ruolo fondamentale nell’organizzazione aziendale e nel corretto svolgimento delle mansioni principali. Tuttavia, è essenziale:

  • Definire chiaramente quali attività accessorie sono obbligatorie o facoltative.
  • Verificare la retribuzione prevista dal CCNL applicato.
  • Assicurare la sicurezza sul lavoro durante lo svolgimento di queste attività.