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Contributo di Licenziamento: Cos’è, Quando si Paga e Normativa

Il Contributo di Licenziamento è un obbligo contributivo a carico del datore di lavoro che si applica in caso di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, esclusi i casi di dimissioni volontarie.

Introdotto dalla Riforma Fornero (Legge 92/2012) e successivamente regolato dal Jobs Act, questo contributo è destinato a finanziare l’indennità di disoccupazione NASpI. Si applica anche ai contratti di apprendistato e ai contratti a termine (in forma di contributo addizionale).


Cos’è il Contributo di Licenziamento?

Il Contributo di Licenziamento è un importo che il datore di lavoro deve versare all’INPS in caso di:

  • Licenziamento di un lavoratore a tempo indeterminato, indipendentemente dalla causa (esclusi i casi di dimissioni volontarie).
  • Interruzione di un contratto di apprendistato, anche alla scadenza naturale del contratto.
  • Risoluzione di un contratto a termine, come contributo addizionale ASPI (oggi NASpI).

Finalità del Contributo di Licenziamento

  • Finanziamento dell’indennità di disoccupazione NASpI, per garantire un sostegno economico ai lavoratori licenziati.
  • Riduzione del turnover lavorativo, incentivando la stabilizzazione dei contratti di lavoro.
  • Promozione della continuità occupazionale, scoraggiando licenziamenti ingiustificati o utilizzo improprio dei contratti a termine.

Base Normativa

  • Riforma Fornero (Legge 92/2012): Introduzione del Contributo di Licenziamento per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e apprendistato.
  • Decreto Legislativo n. 22/2015 (Jobs Act): Ridefinizione del Contributo di Licenziamento per il finanziamento della NASpI.
  • Legge 25 febbraio 2015, n. 21 (Legge Milleproroghe)Esclusione temporanea del contributo per alcuni casi specifici.


Quando si Paga il Contributo di Licenziamento?

1. Casi in Cui è Dovuto il Contributo di Licenziamento

Il Contributo di Licenziamento è dovuto in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ad eccezione di:

  • Dimissioni volontarie del lavoratore.
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo specifiche eccezioni (es. accordi collettivi).

Si applica nei seguenti casi:

  • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo (es. crisi aziendale, riduzione del personale).
  • Licenziamento per giusta causa (es. comportamento grave del lavoratore).
  • Licenziamento collettivo per riduzione del personale o chiusura aziendale.
  • Interruzione di un contratto di apprendistato, indipendentemente dal motivo.

2. Casi di Esenzione dal Contributo di Licenziamento

Il Contributo di Licenziamento non è dovuto nei seguenti casi:

  • Dimissioni volontarie del lavoratore (salvo dimissioni per giusta causa).
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nell’ambito di accordi collettivi aziendali o procedure di conciliazione.
  • Licenziamenti in caso di appalti con riassunzione presso un altro datore di lavoro che continua l’attività.
  • Licenziamenti nel settore delle costruzioni edili per completamento e chiusura del cantiere.
  • Contratti a termine convertiti in contratti a tempo indeterminato (il contributo addizionale ASPI viene restituito nei limiti delle ultime sei mensilità).
  • Esclusioni temporanee per il triennio 2013-2015 e per tutto il 2016 a seguito della Legge Milleproroghe (Legge n. 21/2015).


Come si Calcola il Contributo di Licenziamento?

1. Importo del Contributo di Licenziamento

L’importo del Contributo di Licenziamento è pari al 50% del trattamento mensile iniziale NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

2. Formula di Calcolo

Contributo di Licenziamento = 50% x Importo Mensile NASpI x (Anni di Anzianità Aziendale negli Ultimi 3 Anni)

  • Importo Mensile NASpI: È determinato dall’INPS in base al reddito imponibile ai fini previdenziali.
  • Anzianità Aziendale: Si calcola considerando l’anzianità maturata negli ultimi 3 anni presso lo stesso datore di lavoro.
  • Limite massimo: L’importo massimo del contributo non può superare il massimale NASpI stabilito annualmente dall’INPS.

3. Esempio di Calcolo

  • Importo Mensile NASpI: 1.000 euro.
  • Anzianità Aziendale: 24 mesi (2 anni).
  • Contributo di Licenziamento = 50% x 1.000 x 2 = 1.000 euro.


Contributo Addizionale ASPI per i Contratti a Termine

1. Cos’è il Contributo Addizionale ASPI?

Il Contributo Addizionale ASPI è un contributo previdenziale a carico del datore di lavoro per i contratti a tempo determinato, destinato al finanziamento della NASpI.

2. Importo del Contributo Addizionale ASPI

  • Aliquota del 1,40% sull’imponibile previdenziale per i contratti a termine.
  • Esclusioni: Non si applica per:

    • Contratti di sostituzione di lavoratori assenti (es. maternità, malattia).
    • Contratti a termine stipulati dalle Pubbliche Amministrazioni.

  • Restituzione del contributo: Se il contratto a termine viene trasformato a tempo indeterminato, il contributo addizionale ASPI viene restituito al datore di lavoro per le ultime sei mensilità.