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Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una delle voci più importanti – e spesso meno comprese – della retribuzione dei lavoratori dipendenti.
Si tratta di una somma che matura nel tempo e viene corrisposta alla cessazione del rapporto di lavoro, ma che oggi è interessata anche da importanti novità normative, introdotte con la Legge di Bilancio 2026.
In questo articolo facciamo chiarezza su:
• cos’è il TFR e come funziona;
• come si calcola il TFR annuale;
• come viene tassato;
• quando e come viene pagato;
• le nuove regole sul TFR dal 2026, con particolare attenzione a imprese e lavoratori.
Che cos’è il TFR
Il TFR è un elemento della retribuzione a natura differita, disciplinato dall’art. 2120 del Codice Civile.
Matura mese per mese durante tutto il rapporto di lavoro e viene liquidato al lavoratore al momento della cessazione, indipendentemente dalla causa (dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto a termine, pensionamento).
È dovuto a tutti i lavoratori subordinati, compresi:
• contratti a tempo determinato;
• part-time;
• apprendistato;
• lavoro in prova.
Il TFR è composto da:
• una quota capitale, accantonata annualmente;
• una quota finanziaria, rappresentata dalla rivalutazione annuale del fondo già maturato.
In sostanza, il TFR è una forma di salario differito, calcolato per quote annuali e rivalutato nel tempo.
Come si calcola il TFR
Quota annua di TFR
La quota di TFR che matura ogni anno si calcola dividendo la retribuzione utile annua per 13,5 (divisore fisso previsto dalla legge).
La quota è:
• proporzionale ai mesi lavorati;
• calcolata considerando mese intero anche le frazioni pari o superiori a 15 giorni.
Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni INPS, dall’accantonamento annuo va detratto – se dovuto – il contributo aggiuntivo dello 0,50%, fino a concorrenza della quota stessa.
Voci incluse nel calcolo del TFR
Nel TFR rientrano tutti gli elementi retributivi corrisposti in modo non occasionale, tra cui:
• paga base;
• superminimi individuali e collettivi;
• EDR;
• indennità di mensa;
• indennità di cassa;
• maggiorazioni di turno;
• straordinari forfetari o continuativi;
• premi ricorrenti, provvigioni, bonus periodici;
• tredicesima e ulteriori mensilità aggiuntive;
• festività non godute;
Voci escluse dal TFR
Sono invece escluse dal calcolo:
• rimborsi spese analitici;
• indennità di trasferta;
• indennità chilometriche;
• straordinari occasionali;
• una tantum non ricorrenti;
• liberalità;
• somme risarcitorie;
• contributi a fondi pensione o assistenziali (per i periodi indicati dalla normativa).
I contratti collettivi possono derogare ai criteri legali anche a svantaggio del lavoratore.
Come matura il TFR nel tempo
Il TFR accantonato viene rivalutato annualmente applicando:
• 1,5% fisso
• + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo
La rivalutazione è soggetta a imposta sostitutiva.
Quando viene pagato il TFR
Settore privato
Nel settore privato il TFR viene normalmente pagato:
• alla cessazione del rapporto di lavoro
La legge non stabilisce un termine preciso, ma nella prassi si ritiene congruo un pagamento entro 30-45 giorni dalla cessazione.
È vietata l’erogazione mensilizzata del TFR.
Dipendenti pubblici (TFS/TFR)
Per i dipendenti pubblici, i termini sono stabiliti dalla normativa:
• 105 giorni in caso di inabilità o decesso;
• 12 mesi in caso di pensionamento;
• 24 mesi negli altri casi.
Il pagamento può avvenire:
• in un’unica soluzione fino a 50.000 euro;
• in due rate fino a 100.000 euro;
• in tre rate oltre 100.000 euro.
Come vedere il TFR in busta paga e nella CU
In busta paga
Il TFR è indicato mensilmente con:
• quota maturata nel mese;
• totale accantonato;
• eventuale tassazione in caso di erogazione.
Nella Certificazione Unica
Il TFR è riportato nella sezione:
“Trattamento di fine rapporto e indennità soggette a tassazione separata”
Con distinzione tra:
• TFR maturato fino al 31 dicembre 2000;
• TFR maturato dal 1° gennaio 2001;
• eventuali somme già erogate.
Come funziona la tassazione del TFR
Il TFR è soggetto a tassazione separata.
In sintesi:
1. si determina il reddito di riferimento;
2. si applicano le aliquote IRPEF progressive;
3. si calcola l’aliquota media;
4. l’aliquota viene applicata alla parte imponibile del TFR.
Gli uffici finanziari effettuano poi il conguaglio definitivo sulla base della media degli ultimi 5 anni.
Per i contratti a termine fino a 2 anni è prevista una riduzione d’imposta.
Anticipo TFR: quando è possibile
Il TFR accantonato in azienda può essere richiesto in anticipo, una sola volta, se:
• il lavoratore ha almeno 8 anni di anzianità;
• l’importo richiesto non supera il 70% del maturato;
• ricorrono specifiche causali (spese sanitarie, prima casa, maternità, formazione).
TFR per colf e badanti
Per colf e badanti non esistono regole speciali:
il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua complessiva per 13,5, includendo anche vitto, alloggio e mensilità aggiuntive.
Novità TFR nella Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti modifiche che impattano direttamente su aziende e lavoratori.
Versamento TFR al Fondo INPS: nuove soglie dimensionali
Dal 1° gennaio 2026:
• obbligo di versamento del TFR al Fondo INPS anche per i datori che raggiungono la soglia di 50 dipendenti
• per il biennio 2026-2027, la soglia media annua non deve essere inferiore a 60 addetti
Dal 1° gennaio 2032:
• la soglia scende a 40 dipendenti, calcolati sulla media dell’anno precedente.
Adesione automatica alla previdenza complementare
Dal 1° luglio 2026:
• tutti i neoassunti saranno iscritti automaticamente alla previdenza complementare;
• il TFR confluirà nel fondo previsto dal CCNL o dagli accordi aziendali;
• il lavoratore potrà rinunciare o scegliere un fondo diverso entro 60 giorni.
In assenza di accordi, si applica la forma pensionistica residuale individuata dal DM 31 marzo 2020 n. 85.
Conclusione
Il TFR resta un pilastro del rapporto di lavoro, ma dal 2026 sarà sempre più intrecciato con:
• previdenza complementare;
• dimensione aziendale;
• nuove regole di adesione automatica.
Per aziende e lavoratori diventa fondamentale conoscere bene le regole, per evitare errori di gestione e valutare correttamente le scelte sul TFR.
